Remedios
di Marco Celati - Domenica 27 Settembre 2026 ore 09:00

Andava tutto bene, tutto sotto controllo. Era di nuovo in forma, in linea con le cose. Come una barella senza manici per portantini monchi. Che non era il massimo, ma era già qualcosa. A volte si sentiva come quel poveraccio senza una gamba in una gara di calci nel culo. Diffidava del prossimo: chi ti offre da bere, te lo mette nel sedere, era il suo mantra. Chissà perché gli piacevano questi esempi volgari e truculenti, sentiti di sicuro da qualche parte. Stava nella Casa Famiglia, dopo tanti anni passati altrove, come un recluso. E l’avevano pure inserito al lavoro, in un supermercato del quartiere. Un mestiere che sapeva già fare.
Prendeva i suoi calmanti contro gli scatti d’ira e cantava "Remedios" di Gabriella Ferri. Non conoscendo lo spagnolo non aveva ancora capito che Remedios è un nome femminile, non una cura o una nenia rilassante, una ninnananna. Comunque veniva dal latino e da "Virgen de los remedios", in qualche modo c’entrava. A volte anche quello che non si sa, ci aiuta. La domenica andando sempre alla Messa, che anche quello aiuta. Per i farmaci passava dalla Casa di Comunità dell’Usl, al Punto Unico di Accesso, il “PUA”. Che se ci metti l’acca di ospedale in fondo e un punto esclamativo sembra: “che schifo”! Le pasticche in effetti, anche sciolte nell’acqua, avevano un saporaccio. E su ciò che pretende di essere “unico”, meglio soprassedere, per la salute specie, o quantomeno dubitare di tagli e risparmi camuffati da riorganizzazione. Peccato perché la sanità al giorno d’oggi è una gran cosa: mi hanno impiantato nel cuore, al posto della valvola aortica, una valvola di maiale. Ai tempi di Omero, solo la maga Circe faceva di questi esperimenti, ma con risultati peggiori.
Andava tutto bene, tutto a posto. Che bella coppia erano! Quanti anni fa? Giovani, sposati da poco. In Chiesa. Lui completo scuro, abito bianco lei, con seguito di strascico. Di famiglie non proprio agiate, ma buone. Erano diventati marito e moglie dopo un fidanzamento breve. Lui commesso alla Coop, lei impiegata alla Piaggio. La moglie formosa e solare, il marito cupo e segaligno.
- Non sarà troppo corta quella gonna? Anche lo spacco poi!
- È la moda, tutte vestono così.
- Sì la moda, ti si vedono le cosce!
- Vuol dire che ce l’ho.
Non è che io sia geloso, pensava. Ma sì che lo era, e non poco.
- Vestiti per bene, è domenica, c’è da andare alla Messa.
- Mi sono vestita bene, proprio perché è domenica, però alla Messa non mi va, esco con mia sorella, per fare acquisti. Devo vedere una cosa.
- Cosa?
- Poi te lo dico.
- Ma c’è anche la canzone!
E canticchia "la Domenica andando alla Messa"…
- E sai che palle la Cinquetti, bella canzone davvero, la mandano monaca, quella poveretta!
- Perché i genitori la trovano con l’amatore, o gli amatori, a quanto pare.
- Capirai, e noi come ci siamo fidanzati?
- Mmm…
Mugugnava spesso e non era buon segno, perché poi sbottava, sbraitava e alzava la voce. Quella volta non fece a tempo. Sentì dire, ciao! Aprirsi e chiudersi la porta. Quando tornò dalla Messa per fortuna la trovò in casa e chiese dov’era stata e cosa gli doveva dire.
- A vedere una carrozzina.
- Perché una carrozzina?
- Perché sono incinta, scemo!
- Incinta, di già?
- Non sei contento?
- Certo cara, ma non chiamarmi scemo.
Seguirono baci, abbracci e cattivi pensieri. Ci riveliamo alla società per quello che mostriamo e siamo quelli che siamo, non di meno, né di più. Si diventa quello che s’impara o no, nei tempi morti in cui i genitori non si preoccupano di educarci. E ci si forma su scarti di saggezza o di ignoranza. Di bontà o di crudeltà. Così come la vita è ciò che ti capita di bene o di male, mentre pensi ad altro. Ed è più la speranza che si raccoglie o la merda che ci piove addosso? Quasi sempre la strada che scegliamo non incrocia nessun arcobaleno con il suo tesoro nascosto. E tutto il resto, il più, dipende da noi, il bene, come il malessere, innati. L’orrore di noi che non avvertiamo.
Andava tutto bene, erano una bella coppia. La bambina strillava in continuazione e, quando non levava il latte alla mamma, levava il sonno a entrambi. Lui mugugnava sempre più spesso, alzava la voce e a volte non solo quella. Lei piangeva, prendeva antidepressivi. Cantava "Remedios" per sé e alla piccola, perché si addormentasse. Litigavano, come succede alle coppie che, dicono i vicini, sono una bella coppia, riservati, a parte qualche alterco e la bambina, che però si sa...
- Levati quel vestito attillato, che ti esce il seno e pure il culo!
- Ho preso un po’ di chili con la gravidanza, ma li sto riperdendo.
- Smettila di specchiarti, è domenica, sbrigati, che si va in Chiesa.
- Ancora! No, scusa non mi va, fra poco vado a fare colazione al Gambrinus con amiche e colleghi.
- Colleghi?
- Sì, perché? Ci troviamo al Bar. Se non esco di casa, esco matta, ho bisogno di riprendermi la vita. La bambina, ora viene mia sorella che la bada e ha le chiavi.
- Che vita ti vuoi riprendere, con chi?
- Ma con nessuno, la mia vita! Se n’è già parlato e tu continui a non capire e sai solo urlarmi dietro o peggio…
- Mmm…
- Ecco bravo, mugugna, che da un po’ di tempo è l’unica cosa che sai fare!
Andò in cucina. Sferragliare di cassetti. Quando tornò in camera, il primo colpo fu dietro, al rene. Lei sentì una fitta, un dolore insostenibile. Si girò stupita, atterrita, per difendersi. Il secondo finì sulla pancia. Fu talmente forte che il coltello rimase affondato nel corpo. Riversa sul letto, gemeva, non gridava. Lui si ritrovò mani e camicia insanguinate. La bambina nella culla aveva ripreso a piangere. Come sempre. Le mise una mano sulla faccia, premette finché non sentì più né pianto, né respiro. Si lavò in fretta le mani, non si cambiò nemmeno la camicia. Era in ritardo, era domenica. Uscì e andò a Messa.
Marco Celati
Pontedera, 27 Settembre 2026
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P.S. Remedios è una bella e dolce canzone di Gabriella Ferri, usata da Özpetek per “Saturno contro”. Non meritava lo scempio di questo cattivo racconto, che forse l’ha scelta proprio in contrappunto, per la sua dolcezza. Per non parlare della Domenica andando alla Messa, interpretata dall’innocente Gigliola. Certi detti truculenti vengono da “On Writing” di Stephen King, spesso citato: non ho imparato a scrivere per il pubblico, come lui insegna -non sono capace, ma me ne fotto- in compenso le frasi peggiori sì. La cosa dei genitori e della formazione negli scarti di saggezza, l’ho presa da una frase di Umberto Eco. Mi perdonino lui e i genitori, per averla stravolta e usata a fin di male. Il nostro male quotidiano.
“Remedios”, Gabriella Ferri
https://youtu.be/KXaGXOpe0u0?si=mUi4w1slZ6jiQNs1
“La Domenica andando alla Messa”, Gigliola Cinquetti
https://youtu.be/LTKQ4o9TJj4?is=Cw8jTgPivirO-qmO
Marco Celati









