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Giovedì 03 Settembre 2026

INCONTRI D'ARTE — il Blog di Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci è nato Pontedera e vive a Calcinaia. Giornalista e critico ha pubblicato numerosi volumi sul cinema e sull’arte. Tra le sue pubblicazioni “Paolo e Vittorio Taviani , la poesia del Paesaggio”, editore Gremese. Ha diretto la rivista letteraria Ghibli ed ha collaborato con importanti istituzioni pubbliche. Attualmente è funzionario della Regione Toscana.

La pittura di Simone Domeniconi tra arte e cinema

di Riccardo Ferrucci - Giovedì 03 Settembre 2026 ore 08:00

Abbiamo incontrato l’artista Simone Domeniconi che sta per presentare, nell’ambito del Lucca Film Festival, a Palazzo Guinigi la sua nuova mostra “Chess Cyborg Movie”. Il mondo poetico di Domeniconi si presenta come un luogo in cui convivono e si uniscono universi paralleli: dal gioco degli scacchi ai robot, dalla storia della pittura a quella del cinema. Il tentativo riuscito è creare un proprio mondo lirico, non accontentandosi di raffigurare il reale, ma dando vita ad una creazione poetica autonoma che va nella dimensione del sogno e della fantasia. La costruzione di un mondo virtuale che mette in scena un futuro diverso, un domani che è già oggi. Vivendo e sperimentando linguaggi e tecniche, materiali e stili capaci di inventare sogni e luoghi visionari, immagini che non si dimenticano e fragili miraggi, in grado di opporsi al grigio del nostro mondo presente.”

Come nata l’idea della tua mostra “Chess Cyborg Movie” per il Lucca Film Festival?

La mostra che si apre venerdì 11 settembre alle ore 18, presso la sede museale di Palazzo Guinigi a Lucca, si intitola Chess Cyborg Movie, con un testo critico del professor Alessandro Romanini. È una mostra molto speciale per me, non solo perché è patrocinata dal Lucca Film Festival e dalla Regione Toscana, ma anche perché il tema della mostra, cioè la mia personale ricerca artistica che storicamente si basa sul rapporto tra storia dell'arte e scacchi, si confronta con la presenza delle nuove tecnologie. Infatti, in numerose opere vedrete la presenza di figure cyborg, e soprattutto, proprio per l'affiliazione con il famoso evento cinematografico di Lucca, cerco di affrontare, raccontare, reinterpretare attraverso i miei paradigmi artistici il grande cinema d'autore. E così racconto a modo mio i grandi capolavori di Steven Spielberg, Stanley Kubrick, Federico Fellini, Ridley Scott e numerosi altri grandi maestri della cinepresa.

Ci puoi spiegare il tuo modo di lavorare

Quello che faccio nella mia arte è ricostruire partite di scacchi realmente disputate all'interno di soggetti che hanno sempre un legame di varia natura, di carattere storico, geografico, geopolitico, letterario, concettuale, religioso o di altro genere, con la partita di scacchi che ricostruisco. Questa mostra ha rappresentato per me una grande sfida, quella cioè di fondere elementi differenti all'interno di ogni opera: il mondo degli scacchi, che rappresenta storicamente la mia ricerca e con cui sono conosciuto; l'avanzata del mondo tecnologico, sempre più invasivo non solo sui mezzi di comunicazione ma anche ormai nel nostro modo di pensare; e l'affascinante, straordinario mondo del cinema. Quindi per me è stata una sorta di rivoluzione, di rimettermi in discussione artisticamente, dovendo far dialogare, oserei dire, quattro grandi componenti: gli scacchi, la storia dell'arte, di cui è spesso intrisa la mia arte, il mondo cyborg e il cinema.

Un lavoro impegnativo che hai portato avanti nel tempo

È stato un lavoro lungo, che mi ha impegnato per quasi nove mesi, in pratica come il parto di un figlio, e che spero possa rappresentare qualcosa di ulteriormente innovativo sul panorama dell'arte contemporanea. Alla mostra saranno presentate oltre una ventina di opere, per lo più inedite, ed una mia scultura. Se mi volto indietro, quella di Lucca rappresenta l'ottava personale museale/istituzionale della mia carriera. Un traguardo certamente molto importante. Con l'occasione desidero ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a questo progetto e uno speciale ringraziamento al Lucca Film Festival per aver avuto uno speciale occhio di riguardo per la mia ricerca artistica.

In “Chess Cyborg Movie” convivono Michelangelo e Giorgio de Chirico, Stanley Kubrick e Federico Fellini, il mito classico e la fantascienza, il cinema e la pittura. Non si tratta di citazioni né di esercizi di stile, ma della costruzione di un linguaggio autonomo che mette continuamente in relazione passato e futuro, memoria e innovazione, uomo e tecnologia.

Come scrive in catalogo il critico Alessandro Romanini: “La pittura come gli scacchi per Domeniconi sono allo stesso tempo una continua sfida con sé stessi e con l'universo che ci circonda, alla ricerca di un punto di vista autonomo, di una capacità interpretativa e di una forma di espressione che ci corrisponda. Una sfida -- simboleggiata dalla scacchiera -- per la costruzione di un'identità autoriale e una riflessione metalinguistica che riguarda allo stesso tempo il ruolo dell'artista nella società contemporanea e la creazione di un linguaggio espressivo che rifletta sul senso della pittura nel suo farsi. È uno sguardo da entomologo quello esercitato dall'artista sul mondo circostante, che analizza e cataloga a fini conoscitivi destinati a finalità espressive. Domeniconi è anche cosciente del principio scientifico secondo cui l'osservazione interviene a modificare in vario modo il fenomeno osservato ed in questo spazio concettuale traspare la tensione che si crea tra l'autore e la "cosa" (in senso kantiano) rappresentata.”

Simone Domeniconi è un artista contemporaneo italiano. Dopo gli esordi figurativi sviluppa una ricerca artistica originale, dedicata al rapporto tra arte e gioco degli scacchi, linguaggio che negli anni ha suscitato interesse anche oltre i confini nazionali. Ha realizzato numerose mostre personali museali e istituzionali e nel corso della sua attività espositiva ha presentato le proprie opere accanto ad artisti di fama internazionale quali Igor Mitoraj, Fernando Botero, Giorgio de Chirico, Vanessa Beecroft, Alighiero Boetti e Luigi Ontani, solo per citarne alcuni. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private in Italia, Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Svizzera, Argentina, Indonesia, Russia e Spagna.

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

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