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sabato 05 dicembre 2020

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

Suarez

di Libero Venturi - domenica 04 ottobre 2020 ore 07:30

Luis Alberto Suárez Díaz, classe 1987, è un calciatore uruguaiano. Un tempo si diceva uruguagio, ma era quando il mondo non era globale. E nemmeno il calcio. Suarez è un attaccante, ha giocato in squadre prestigiose tra cui l’Aiax, il Liverpool, il Barcellona e l’Atletico Madrid, nonché nella nazionale uruguaiana, la Celeste, di cui è il miglior realizzatore con 59 reti. Considerato uno dei più validi calciatori della sua generazione, ha vinto di tutto. Tra gli altri riconoscimenti, è stato insignito per due volte della “Scarpa d’oro” nel 2014 e nel 2016 e si è laureato capocannoniere nei campionati di calcio olandese, inglese e spagnolo.

Soprannominato El Pistolero, è un realizzatore freddo e completo, segna e fornisce assist. Di mentalità vincente e competitiva si distingue per un notevole tempismo negli inserimenti, oltre che per una spiccata propensione ai ripiegamenti difensivi e al pressing. La sua carriera è stata tuttavia macchiata da ripetuti attacchi di rabbia che gli hanno fatto guadagnare -per sua sventura e pure delle sue “vittime”- l'appellativo di Cannibale. Dotato di un notevole apparato dentario, specialmente per quanto riguarda gli incisivi, ha infatti la discutibile abitudine di mordere i propri difensori. Un difettuccio non da poco che gli è valso un bel numero di provvedimenti disciplinari. È successo tre volte. Azzanna come Tyson e come Hannibal Lecter che per fortuna non imita del tutto, limitandosi solo ad alcuni assaggi. Ce lo ricordiamo, in piena trance agonistica, mordere la spalla di Giorgio Chiellini durante la partita Italia-Uruguay, ai mondiali del 2014. Persa dall’Italia uno a zero, per la cronaca, con l’arbitro messicano che non impartì nessuna sanzione a Suarez. Poi la Fifa gli affibbiò, a tavolino, 4 mesi di sospensione totali e 9 giornate di squalifica con la maglia della nazionale, sempre per la cronaca e la giustizia sportiva.

Chiellini, com’è noto, è il capitano della Juventus. Nonostante ciò il club bianconero si è da tempo messo sulle tracce del Pistolero, nonché Cannibale, per ingaggiarlo. Senza rimorsi. Nel calcio non si va tanto per il sottile: non è pane per i loro denti. Nemmeno per quelli di Suarez. The football must go on. Chiellini se ne farà una ragione, è un professionista, un vecchio giocatore, un combattente. Capirà.

Sennonché pure nel calcio ci sono delle regole. Anche sul numero dei giocatori extracomunitari da poter ingaggiare: lo fanno per non depotenziare del tutto i vivai giovanili nazionali, dove qualche ragazzo italiano gioca ancora, e per limitare i “buu” razzisti dei tifosi verso gli extracomunitari di colore, insomma neri. Peggio, negri. La Juve, manco a dirlo, era già al top è così avrebbe potuto acquistare solo un giocatore comunitario. Suarez, guarda caso, è sposato con Sofia Balbi, di origine italiana, e, grazie al matrimonio, è titolato a chiedere la cittadinanza italiana. Così è partita la bambola.

Il giocatore uruguaiano viene fatto iscrivere all’Università per stranieri di Perugia perché per diventare italiano deve avere il diploma di livello B1, che attesta la conoscenza della nostra lingua. E pare che a Perugia si faccia prima ad imparare, anche perché si fa prima ad insegnare. Sennonché -i sennonché si sprecano in questa bella storia- i docenti universitari non sapevano di essere intercettati. Chissà perché lo erano, forse per sospetti pregressi o per l’azione di intelligence dei numerosi ed antisportivi club anti-Juve.

Fatto sta che dalle intercettazioni vengono fuori sorprendenti e incresciose rivelazioni: che si temono addirittura attentati terroristici in caso di bocciatura, che ci sarebbe stata la pressione di un potente dirigente bianconero, che sarebbero state fatte promesse di invio del parco giocatori delle giovanili ad imparare l’italiano -ci sono tanti stranieri, ma anche agli italiani male non avrebbe fatto- e soprattutto viene fuori che il percorso di apprendimento della lingua di Dante da parte di Suarez è stato anticipato per ragioni legate al calendario del calcio mercato. Anticipato e facilitato. Perché il calciatore, dicono gli ignari intercettati, non spiccica parola e coniuga solo all’infinito, ma niente a che vedere con Leopardi. Così sembra, lo abbiano agevolato per quanto riguarda l’esaminatore, le domande e le risposte.

Probabilmente il verbo che gli hanno fatto coniugare sarà stato “mordere” su cui sarà risultato ben preparato. E una domanda di cultura generale a sorpresa potrebbe aver riguardato l’alfabeto Morse, visto che sull’alfabeto italiano magari risultava più scarso. Ma forse l’attaccante avrà equivocato prendendolo per un passato remoto, terza persona singolare. Inoltre gli esaminatori intercettati se ne sono usciti con una frase tipo con tutti quei soldi che guadagna -10 milioni a stagione- “te pare che lo bocciamo!”. E così, detto fatto, ecco la foto con i docenti e il fresco diplomato, tutti sorridenti. Dietro la mascherina, ma sorridono.

Esame farsa per ottenere la cittadinanza italiana? Quella cittadinanza tra l’altro negata ad altri atleti ben meritevoli e perfettamente a conoscenza della lingua per aver fatto tutte -e sottolineo tutte- le scuole in Italia. Come Danielle Frederique Madam, cinque volte campionessa italiana di getto del peso, che vive e studia a Pavia, ma non è ancora cittadina italiana. Comunque l’Università attesta la regolarità dell’esame sostenuto da Suarez. Sarebbero tanti i discorsi da fare.

Sennonché, come dicevano i latini “orationes ventus auferat, bicicles Ponsacci cives”. Scoppia lo scandalo. Il magistrato indaga e anche la giustizia sportiva: si sospettano corruzione, favoreggiamento, forse voto di scambio, anche se non elettorale, ma scolastico. Da Torino naturalmente negano tutto, secondo il più compassato e abbottonato stile Juventus. Non è vero niente, solo leciti solleciti. Prova ne sia che il club bianconero prende, anzi riprende l’attaccante Álvaro Morata, dopo averlo reso, per scarsa utilità, al Real che l’aveva a sua volta ceduto all’Atletico Madrid. Morata é spagnolo e quindi comunitario. Capitan Chiellini avrà tirato un respiro di sollievo. Anche all’Università di Perugia dichiarano: noi avere fatto todo bien.

Insomma una edificante vicenda italiana. La Juventus magari non ha colpe. O così dicono i vertici del club. La “Vecchia Signora”, come la chiamava mio padre, juventino. Come Togliatti, gli dicevo io, comunista ribelle, nonché tifoso viola seppur all’acqua di rose, per farlo arrabbiare. Lui, “vecchio” democristiano seppur moroteo. I miei tre zii, i fratelli della mamma, di estrazione contadina ed operai piaggisti, nonché comunisti del PCI, invece erano rigorosamente tutti interisti sfegatati. Il fascismo aveva cambiato il nome all’Internazionale con Ambrosiana Inter e gli zii non comprendevano la famosa doppiezza togliattiana, esplicitata dal Migliore anche in campo calcistico con il tifo per la squadra di Agnelli. Il padrone. La Fiat. Ma il calcio é calcio e la politica è un’altra cosa. Chi ci crede? Ora, soldi a parte o forse anche per questo, mi sembrano peggiorati tutte e due.

Ma torniamo alla vicenda di Suarez che, risate a denti stretti e scherzi a parte, è comunque un giocatore che ha sempre un bel mordente. E capace quella dei docenti dell’Università di Perugia non è neanche corruzione. È sudditanza, sussiego. Che è anche peggio perché la corruzione può essere, indagata, processata e punita, la sudditanza e il sussiego sono processi insondabili e poco emendabili dell’animo umano. Italico in particolare. Intanto il campionato di calcio, Covid permettendo, è ripartito. Ma è il calcio il virus più contagioso. Parola di ex calciatore, scarso e dilettante. Molto scarso. E molto dilettante: che viene da “diletto”. Buona domenica e buona fortuna.

Libero Venturi

Pontedera, 4 Ottobre 2020

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P.S. “Il Migliore” era il soprannome di Palmiro Togliatti, storico dirigente del Partito Comunista Italiano.

Libero Venturi

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