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venerdì 04 dicembre 2020

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

Lettera semiconfidenziale al Presidente

di Libero Venturi - domenica 05 aprile 2020 ore 07:30

Caro Enrico,
la zia Cesarina, «Ce’», parente di Annnina, è ultranovantenne e ricoverata nell’ospizio di Gallicano. Mi detti da fare anch’io, un volta che venne a Pontedera, perché potesse usufruire delle strutture socio sanitarie, avendone diritto e bisogno. E così è stato: a Galligano, marianna gane, il suo paese. Bene. Anzi no. Meno di un mese fa, già in emergenza coronavirus, è stata ospitata in quell’ospizio una persona positiva. Senza prevenzione, probabilmente. Il risultato è che molti degli ospiti adesso sono positivi. E anche parte degli operatori. Ora sembra che gli anziani contagiati vogliano riunirli tutti in uno stanzone e, stante l’età, non c’è da essere del tutto ottimisti sulla loro sorte.

Anche la zi’ Ce’, che sta bene e ogni giorno, a pranzo e cena, gli dà di gotto rosso, è infettata e attende, ignara, con la sua mascherina. Se non ce la farà, povera Cesarina, oltre al dolore della sua scomparsa, si perderà un ramo garfagnino e laico della famiglia. Diversamente dagli altri parenti pii e lunigianesi, soliti intercalare le frasi con un implorante «Gee», che sta per «Gesù» o «Gèsu», la zia, nonostante la venerabile età, usa infiorettare i discorsi con un liberatorio «Zio porcone», sovente con la variante originale e diretta alla divinità. Sentito io. Un mito la Cesarina! Bisognerebbe salvarla perché, prima che lo faccia nell’aldilà, possa continuare, ancora nell’aldiqua, il suo confidenziale dialogo con Nostro Signore. E non solo per questo e non solo lei.

Ecco, Enrico, io non me ne intendo e forse sbaglio, ma mi sono chiesto se questo sia il modo migliore di trattare i nostri vecchi. Lasciarli lì, tutti insieme, certo assistiti, ma aspettando sostanzialmente che vivano o muoiano a seconda del fato. E non indirizzarli invece, come tutti coloro che ne hanno bisogno, negli ospedali o in strutture più attrezzate. Capisco l’emergenza, ma non possiamo mica rassegnarci ad una selezione darwiniana della specie! Lo dico, con qualche interesse e timore, anche da settantenne, sopravvissuto, seppur per poco, alla rottamazione renziana e ai miei oltremodo amplificati errori. E sono contento di avere appreso che hai disposto esami a tappeto per tutti gli ospiti delle residenze socio sanitarie toscane degli anziani e anche dei disabili, perché, se trovati positivi al Covid19, siano avviati in strutture predisposte per la loro idonea cura.

Tra le tante cose che stai facendo nel pandemonio di questa pandemia, aver pensato anche ai nostri anziani e alle persone più fragili ti fa particolarmente onore. Ti saluto pertanto con immutati affetto e stima, augurandoti di cuore buona domenica e buona fortuna.

Pontedera, 5 Aprile 2020

Libero Venturi

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