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Attualità martedì 04 ottobre 2016 ore 12:13

Palagio contemporaneo, via alla terza edizione

L'opera di Azad Nanakeli 'Purification'

Per quindici giorni il palazzo del Podestà ospita diciannove artisti provenienti da sette paesi diversi. L'idea di Serenella Dodi



PESCIA — Nella penombra invernale, delle austere sale del Palagio del Podestà di Pescia ( XII Sec.), mentre le bianche figure di gesso di Libero Andreotti (1875 - 1933) danzavano, urlanti memoria, nacque a Serenella Dodi, l’idea di Palagiocontemporaneo, sinergia tra passato e presente.

Dall’ 8 al 23 ottobre, la terza edizione di nuovo, al Palazzo del Podestà di Pescia, con 19 artisti da sette differenti paesi: Azad Nanakeli, un videoartista di Firenze con radici in Erbil/ Kurdistan/Iraq, Fulvio Leoncini di Empoli, Bahram Hajou nato in Deruna in Syria e i coniugi Susanne von Bülow and Ruppe Kosellek da Münster, Ahang Nakhaei nata a Teheran/Iran da Essen e Helmut Warnke di Gelsenkirchen, Germania.

A coronare l’evento interessanti realtà della Valdinievole come: la Galleria Civico 8, che ospita Palagiocontemporaneo con opere di piccolo-medio formato; il Museo della Carta di Pietrabuona che ci vedra’ in futuro in un progetto nell’ Ex- Cartiera (ora in fase di restauro)con opere su Carta Magnani non più in produzione; e l’installazione a fianco i lavori degli Artisti, di alcuni rari esemplari, provenienti dal Museo del Bonsai fondato nel 1992, grazie alla collezione, iniziata da Costantino Franchi negli anni ’70 in Cina e Giappone. Per dire che nel celebrare la memoria si può creare nuova bellezza. 

Dopo mesi di difficoltà, finalmente nell'aprile 2014, alla Gipsoteca Libero Andreotti, la prima edizione, con 11 artisti: John Crabtree di Londra, Barbara Duran, Bruno Fiori, Claudio Givani e Serenella Dodi di Roma, Kenryo Hara, Tokyo, Lutz Heckelmann, Francoforte, Romano Rizzato, Milano ,Sibylle Schwarz, Stoccarda, Claudio Stefanelli, Lecce, Alessandro Tronfi, Pistoia, che resero possibile pensare che, forse tra immaginifico e mirabile avventura, si possa colmare la distanza.

Nel giugno 2015, la seconda edizione, nello spazio indipendente di Studio Urbana, cuore del quartiere storico di Monti, a Roma, altri eccellenti artisti: Jaya Suberg di Berlino, Wolfgang Troschke, Anczy e Thomas Nießen di Münster, Antonio Sammartano di Trapani, John Crabtree, Londra, Serenella Dodi, Corrado de Grazia, Barbara Duran di Roma, Kenryo Hara,Tokyo, Lutz Heckelmann, Francoforte, Sibylle Schwarz, Stoccarda, crearono una linea comune fuori dai cliché e le Opere, sinonimo di libertà, divennero per aderenza, parte integrante di quella visione.


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