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Interviste Martedì 05 Maggio 2026 ore 15:00

Millozzi, "La ripubblicizzazione di Acque è nel mio mandato"

Simone Millozzi, presidente di Acque Spa

Riconfermato alla guida del gestore idrico, il presidente fa un bilancio e guarda al futuro: "Soltanto nel 2025 investimenti per 117 milioni di euro"



PISA — Avvocato, 54 anni da compiere e, per dieci anni, sindaco di Pontedera. È il quadro, quantomeno biografico, di Simone Millozzi, che pochi giorni fa è stato riconfermato alla guida di Acque Spa, il gestore del servizio idrico nel Basso Valdarno, che comprende ben 55 comuni tra le province di Pisa, Firenze, Lucca, Pistoia e Siena. Un'area vasta che fa i conti con le sfide della riduzione degli sprechi e dei consumi energetici, oltre a quella, più politica, della ripubblicizzazione del servizio.

È appena stato riconfermato come presidente di Acque. Com’è stato il suo primo mandato? Quanto è diverso dal lavoro di sindaco?

Il primo mandato è stato intenso e molto stimolante. Acque è una realtà complessa, che gestisce un servizio essenziale per centinaia di migliaia di cittadini e opera all’incrocio tra tecnica, sostenibilità, regolazione e aspettative del territorio. In questi anni abbiamo lavorato per rafforzare ulteriormente solidità industriale, capacità di investimento e qualità del servizio, in un contesto reso ancora più sfidante dai cambiamenti climatici e dall’instabilità degli scenari internazionali.

Da sinistra: il presidente Millozzi, l'amministratore delegato Guastamacchia e il vicepresidente Braghero

Rispetto al ruolo di sindaco, il cambio principale è stato il perimetro: da una singola comunità, occupandosi di moltissimi aspetti, a un territorio molto più ampio e articolato, con un focus specifico. Ma resta comune l’idea di responsabilità verso le persone. Qui il lavoro per certi versi è ancor più collegiale, e sono fondamentali le competenze tecniche interne e una governance che deve tenere insieme visione industriale, interesse pubblico e sostenibilità economica.

Il servizio idrico è al centro del dibattito sulla sua ripubblicizzazione. Dopo la sentenza sul trasferimento di quote di Publiacqua, a che punto è la situazione per Acque?

La ripubblicizzazione del servizio idrico resta il tema centrale e rappresenta un indirizzo chiaro espresso dai soci pubblici di Acque, dai consigli comunali e dalla Regione Toscana. Quando sono stato indicato per la presidenza, questo mandato costituiva - e costituisce tuttora - un riferimento politico e istituzionale preciso, che ho sempre considerato una bussola nel mio ruolo. Si tratta, di un percorso articolato, che vede, tra l’altro, la presenza di un contenzioso giudiziario ancora aperto per la liquidazione del socio privato.

Allo stesso tempo, è necessario sottolineare con chiarezza che il processo di ripubblicizzazione dovrà essere portato avanti senza compromettere la capacità di investimento, la qualità del servizio e, soprattutto, senza gravare sui cittadini. In questo quadro, il mio compito è duplice: da un lato rilanciare con determinazione la strategia di ripubblicizzazione indicata dai soci pubblici; dall’altro preservare la solidità di Acque. Si tratta di due condizioni imprescindibili per tutelare l’interesse della comunità e la risorsa idrica.

L'attività di Acque con le scuole

Sul fronte degli investimenti, quali progetti del primo mandato ritiene più significativi? E quali le priorità future?

In questi anni Acque ha mantenuto un livello di investimenti molto elevato, ben superiore alla media nazionale. Solo lo scorso anno sono stati effettuati 117 milioni di investimenti, pari a 146,3 euro per abitante: valori quasi doppi rispetto alla media italiana. Tra i progetti più rilevanti cito certamente il grande lavoro sulla riorganizzazione degli schemi di raccolta e trattamento delle acque reflue: Pisa, Cascina e l’Accordo del Cuoio, con il progetto del Tubone della Valdinievole e della imminente nuova condotta fognaria Pagnana-Cuoiodepur. E poi ancora la realizzazione del nuovo acquedotto a servizio della Valdelsa.

Più in generale abbiamo lavorato sul contenimento delle perdite idriche e sulla digitalizzazione delle reti. Importanti anche gli interventi per la interconnessione degli acquedotti, fondamentali per aumentare la resilienza dei sistemi in caso di siccità o emergenze. Guardando al futuro, la priorità sarà ancora il miglioramento delle performance delle reti: per salvaguardare la risorsa, ridurre gli sprechi e i consumi energetici. E poi ancora, ammodernamento e potenziamento delle reti esistenti, innovazione tecnologica e maggiore integrazione tra dati, gestione e pianificazione. Il tutto con un’attenzione crescente alla sostenibilità ambientale ed energetica. Dedicheremo risorse, infatti, anche nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e nel riuso delle acque reflue depurate in agricoltura o in industria.

Che ruolo ha avuto il Pnrr? Acque ha utilizzato risorse europee e per quali interventi?

È stato uno strumento decisivo. Acque ha saputo cogliere questa opportunità facendosi trovare pronta con progetti immediatamente cantierabili e riuscendo così a intercettare una importante mole di investimenti, in particolare per la digitalizzazione delle reti e la riduzione delle perdite idriche. Penso al progetto “Digital4zero”, prossimo alla conclusione e che ha interessato numerosi comuni del nostro territorio: consentirà un controllo molto più puntuale delle reti, con benefici concreti in termini di efficienza, risparmio di acqua ed energia.

Un cantiere di Acque

Accanto a questo, sono stati finanziati anche interventi per rafforzare i sistemi e ridurre l’impatto ambientale del servizio come l’interconnessione La Rosa-Roglio, alcuni tratti dell’acquedotto della Montagnola Senese e il recupero degli scarichi diretti dell’area sud-est del comune di Pisa. Insomma, sono stare risorse utili non solo a fare opere, ma a modernizzare strutturalmente il servizio, rendendolo più solido di fronte alle sfide future.

Negli ultimi anni Acque si è impegnata molto sulla parità di genere. Oltre alle certificazioni, cosa fa concretamente l’azienda?

Le certificazioni rappresentano non tanto il riconoscimento di un impegno quanto uno strumento operativo per migliorare in modo continuo le pratiche aziendali. Per questo in Acque la parità di genere è parte integrante delle politiche aziendali: dalla valorizzazione delle competenze femminili nei ruoli tecnici e di responsabilità, alle politiche di welfare, formazione e conciliazione vita-lavoro.

Millozzi durante l'evento "Risorse e parità di genere"

C’è un’azione costante, anche culturale, per costruire ambienti di lavoro inclusivi e rispettosi, con attenzione alle pari opportunità nei percorsi di crescita professionale e nei processi decisionali. È un impegno che riguarda tutta l’organizzazione e che consideriamo fondamentale per essere un’azienda, oltre che efficiente, anche giusta e moderna.

Pietro Mattonai
© Riproduzione riservata


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