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Attualità martedì 15 giugno 2021 ore 19:00

16 Comuni votano contro il piano dell'ATO Rifiuti

Fabio Bellandi

Assessore Bellandi di Pescia “La mancanza di progettualità ricade sulle tasche dei cittadini e siamo preoccupati per il cambio di sistema di raccolta”



PESCIA — Alla fine il piano economico e finanziario dell’ Ato Rifiuti 1 è passato, ma indubbiamente il voto contrario di ben 18 comuni su 58, più due astensioni, deve fare riflettere la Regione Toscana e lo stesso ambito ottimale sul malcontento che è ufficialmente emerso. 

Comuni di orientamento diverso come Pescia e Pistoia, hanno voluto dare un segnale inequivocabile alla Regione Toscana e ai vertici di ambito per modificare la linea di azione e andare verso una diversa chiusura del ciclo dei rifiuti che eviti costi sempre crescenti e che anzi produca energia e altri vantaggi, come accade in altre realtà nazionali.

L’assessore all’ambiente Fabio Bellandi spiega il voto contrario di Pescia: “Riteniamo insopportabile il fatto che le tariffe possano essere aumentate in un prossimo futuro perché l’Ato e quindi ALIA spalmeranno sui cittadini i costi sempre crescenti e un deficit complessivo che ha raggiunto cifre notevoli. Non vogliamo nemmeno fare demagogia, ergendoci a paladini dei cittadini senza esserne convinti. Noi crediamo, come amministrazione comunale, che il tempo dei rinvii sugli impianti e su una procedura più razionale e operativa della semplice raccolta dei rifiuti possa essere messa in campo e per fare questo ci vuole un cambio di passo deciso sul terreno della creazione di impianti di smaltimento adeguati alle necessità, che producano energia dai rifiuti, ponendo fine al pellegrinaggio di quello che raccogliamo e che viene portato fuori regione o chissà dove, utilizzando camion e quindi ottenendo il duplice danno di un maggior inquinamento atmosferico e una circolazione sempre più congestionata.” 

Il Comune di Pescia, insieme agli altri, vuole aprire su questo tema un confronto pubblico e tecnico perché vengano scongiurati aumenti nelle tariffe e nei pagamenti a carico dei cittadini e si faccia quell’auspicato passo avanti nella gestione e trattamento della raccolta e smaltimento rifiuti. Chiaramente, questa posizione può aprire a scenari diversi e a rischi di nuovi conflitti ambientali perché gli amministratori locali richiamano l'attenzione sulla necessità di nuovi impianti ma certamente non sui loro territori.

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