Attualità Martedì 29 Settembre 2026 ore 13:58
Studio toscano premiato a Città del Capo

Il progetto Platone selezionato tra i migliori contributi scientifici a livello globale: un nuovo approccio alla colonscopia per i pazienti anziani
PESCIA — Un nuovo approccio alla colonscopia per i pazienti anziani più fragili arriva da uno studio multicentrico recentemente premiato a Città del Capo e che vede come capofila la Gastroenterologia di Pescia dell'Ausl Toscana
I risultati dello studio tutto italiano, denominato Platone, sono stai presentati nei giorni scorsi in Sudafrica, durante la cerimonia d’apertura del congresso Endo 2026 e il lavoro è stato selezionato tra i tre migliori contributi scientifici a livello globale, ricevendo il prestigioso “Glaciomar Machado Distinguished Abstract Award”.
L'indagine, promossa dall’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri (Aigo), ha affrontato uno degli ostacoli principali alla prevenzione del tumore al colon: la difficoltà di assumere grandi quantità di liquidi per la pulizia intestinale. Per un paziente anziano, bere due o più litri di preparato può essere una barriera insormontabile, che spesso porta a esami incompleti o rinunce.
Lo studio Platone (acronimo che sta per PEG bowel preparation in elderly outpatients) ha messo a confronto una preparazione a basso volume (solo 1 litro) con quella standard da 2 litri. I risultati presentati dal dottor Paolo Montalto, direttore della Gastroenterologia di Pescia e presidente eletto di Aigo, sono chiari: il regime da un litro non è solo paragonabile a quello tradizionale, ma si è dimostrato superiore in termini di pulizia efficace e capacità di individuare le lesioni.
Lo studio ha coinvolto 300 pazienti anziani trattati a livello ambulatoriale ed è condotto con un rigido protocollo “in cieco”: l'endoscopista che eseguiva l'esame non sapeva quale preparazione avesse assunto il paziente, garantendo l'assoluta imparzialità del giudizio. Oltre a essere più facile da bere, il preparato da un litro ha mostrato un profilo di sicurezza e tollerabilità ottimale, rendendolo lo standard ideale per chi, superata una certa età, deve sottoporsi a screening ambulatoriale.
"Semplificare la procedura per i pazienti anziani non è solo una questione di comfort, ma un requisito fondamentale per la sicurezza e l'efficacia clinica – ha dichiarato il dottor Paolo Montalto a margine della presentazione –. In una popolazione che invecchia, con più colonscopie e maggiore rischio di tumore colo‑rettale ci ritroviamo oggi un paziente con preparazione inadeguata in media nel 20% dei casi".
"I nostri dati - conclude - confermano che ridurre il volume del preparato aiuta a superare le barriere di aderenza, garantendo al medico una visibilità migliore e, di conseguenza, una diagnosi più accurata".
Allo studio, con capofila la Gastroenterologia dell’ospedale Ss. Cosma e Damiano di Pescia (centro coordinatore nell’ambito della Gastroenterologia Pistoia-Prato diretta dal dottor Mario Lombardi) hanno contribuito la Gastroenterologia oncologica del Cro di Aviano (con il direttore professor Renato Cannizzaro), la Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’Asst Sette Laghi di Varese (con il direttore dottor Sergio Segato e lo sperimentatore dottor Marco Balzarini) e la Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Firenze dell'Ausl Toscana centro (con il direttore dottor Ottaviano Tarantino e lo sperimentatore dottor Bernardo Fani).
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