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Attualità sabato 25 settembre 2021 ore 10:45

Tutela del Padule, ancora adesioni

padule di fucecchio

A poche ore dalla manifestazione indetta in difesa dell'area naturalistica non si arresta l'ondata di sostegno da associazioni e personalità



MONTECATINI TERME — Nuova presa di posizione dell'Associazione Amici del Padule di Fucecchio per la Biodiversità, con la quale comunicano che, a poche ore dalla manifestazione di Montecatini (prevista per oggi pomeriggio con inizio alle 16,30 davanti al Tettuccio), hanno manifestato il loro sostegno l’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani, l’ Associazione Guide Ambientali Europee, Italia Nostra (sezioni di Firenze e della Valdinievole), Slow Food (condotta della Valdinievole), l’ARCI provinciale di Pistoia, il Sindacato Pensionati Italiani CGIL, l’Associazione Palomar, l’Associazione Ecolò, il Biodistretto del Montalbano, la Fondazione I Care di Fucecchio, l’Ente Nazionale Protezione Animali di Pistoia ma anche partiti politici quali Il Movimento Cinque Stelle, Sinistra Italiana, Sinistra Civica Ecologista, Europa Verde Toscana, Europa Verde Pistoia, Articolo 1, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo. 

Le proposte della manifestazione sono chiare: ampliare la Riserva Naturale fino a raggiungere almeno il 30% della superficie complessiva del Padule (oggi copre appena il 10% dell’area) e restituire ad essa una gestione unitaria e qualificata, riconsegnando al Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio il ruolo di consulenza tecnico-scientifica. 

Secondo gli Amici del Padule di Fucecchio “Non si tratta di obiettivi ideologici, anzi nel caso dell’ampliamento dell’area protetta siamo “semplicemente” a richiamare la Regione Toscana a dare attuazione alla propria programmazione, che già prevede questo provvedimento. Il recupero dell’esperienza di gestione, considerata virtuosa, che dal 1996 al 2014 ha visto in prima linea i tecnici dell’Ufficio Ambiente della Provincia di Pistoia (ora passati alla Regione Toscana, ma destinati ad altre mansioni) e quelli del Centro di Ricerca appare oggi la sola strada credibile, su cui ricostruire quell’unitarietà di intenti che per lungo tempo ha consentito di compiere un buon lavoro". 

"Alternative credibili non ne sono emerse - proseguono - anzi la scelta di alcuni di dividere e demolire ha generato solo macerie e conflittualità. La paralisi della gestione ha causato degrado e disservizi che Il Centro di Ricerca, fra mille difficoltà, e grazie anche all’aiuto dei volontari, ha cercato di contenere".

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