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Da consulenza personalizzata a prevenzione frodi, Agentic AI cambia volto banche

ROMA (ITALPRESS) – In tre anni, dal lancio di ChatGPT a novembre 2022, l’Intelligenza Artificiale Generativa ha attirato l’attenzione del mondo intero. Da allora ad oggi l’evoluzione dell’IA è proseguita senza esaurirsi, delineando una sempre maggiore centralità di nuove e più evolute forme di intelligenza artificiale, in particolare la nascente IA agentica. L’industria dei servizi […]



ROMA (ITALPRESS) – In tre anni, dal lancio di ChatGPT a novembre 2022, l’Intelligenza Artificiale Generativa ha attirato l’attenzione del mondo intero. Da allora ad oggi l’evoluzione dell’IA è proseguita senza esaurirsi, delineando una sempre maggiore centralità di nuove e più evolute forme di intelligenza artificiale, in particolare la nascente IA agentica. L’industria dei servizi finanziari si trova oggi sulla soglia di quella che molti analisti non hanno dubbi a definire come la “terza ondata” dell’informatizzazione bancaria. Dopo la digitalizzazione dei processi core negli anni ’90 e l’esplosione dei canali mobile e cloud dell’ultimo decennio, il 2026 segna il passaggio dell’intelligenza artificiale verso nuove frontiere di autonomia e capacità di azione in proprio. E’ quanto spiegato in un recente studio di Fucino Digital – la rubrica della Banca del Fucino dedicata all’innovazione tecnologica e digitale – a firma del Professore Gianluca Duretto dell’Università degli Studi Internazionali di Roma. L’Agentic AI è progettata non solo per rispondere a un input, ma per pianificare e agire autonomamente al fine di raggiungere obiettivi complessi. Rispetto alla vecchia automazione “rigida” dei software tradizionali, questi nuovi agenti IA gestiscono flussi di lavoro composti da più obiettivi tra loro connessi. All’uomo spetta nondimeno il fondamentale ruolo di supervisore del processo nei punti più cruciali. Ma come controllare questo aspetto? Proprio il tema della supervisione assume un peso centrale nell’utilizzo di questi sistemi all’interno delle banche. In Europa lo scenario regolamentare è guidato dall’EU AI Act: a partire da agosto 2026 diventeranno vincolanti norme severe, che classificano molte applicazioni bancarie come sistemi ad alto rischio. Sarà obbligatorio registrare ogni decisione automatica presa dagli agenti IA, garantire protocolli di sicurezza rigorosi e inserire meccanismi di tutela che permettano la supervisione umana anche in un processo altamente automatizzato. La mano umana, infatti, deve essere sempre in grado di intervenire, qualora necessario. Un rapporto di Boston Consulting Group e OpenAI stima che l’impatto economico dell’Agentic AI sarà molto significativo: l’adozione sistematica di agenti autonomi potrebbe far crescere la redditività delle banche del 30% e ridurne i costi operativi in una forbice tra il 30% e il 40% entro il 2030. Inoltre, secondo una ricerca di NeuronsLab, l’adozione degli agenti AI potrebbe migliorare l’EBITDA della banca media del 5,4% annuo. I vantaggi principali per le banche e i loro clienti si concentrano in quattro aree. Prevenzione delle frodi: Gli agenti IA si adattano in tempo reale alle nuove tattiche criminali e saranno presto in grado di gestire in modo automatico i falsi positivi, riducendo del 50% il tempo speso per ogni singola investigazione e fornendo alla clientela una sicurezza rafforzata. Sicurezza, controlli e procedure Know Your Customer: Le procedure di verifica a distanza dell’identità per l’accesso ai conti e quelle relative ai controlli per il rischio di riciclaggio di denaro vedono i tempi di completamento crollare addirittura del 90%, con una significativa riduzione dei costi. Consulenza finanziaria: Si parla di sistemi che monitorano i portafogli finanziari dei clienti 24/7 e riducono del 40-50% i tempi di ricerca, rendendo la consulenza di alto profilo accessibile a una fascia molto più ampia di clientela. Accesso al credito: gli agenti IA analizzano autonomamente bilanci, estratti conto e business plan in qualsiasi formato, riducendo i tempi di risposta al cliente in caso di richiesta di credito. “Naturalmente, la strada non è priva di ostacoli, tra cui la resistenza culturale al cambiamento, la carenza di talenti specializzati e la presenza di dati isolati nei vecchi sistemi aziendali – sottolinea lo studio di Fucino Digital -. Senza dimenticare le difficoltà di adattamento ad un quadro regolatorio in rapida evoluzione. In conclusione, la banca del futuro non sarà semplicemente quella con l’applicazione per smartphone più accattivante o con un utilizzo spinto dell’AI agentic. Sarà quella capace di trovare il giusto equilibrio tra l’autonomia dei sistemi e il controllo umano, mettendo sempre la sicurezza e le esigenze del cliente al centro dell’attenzione”. – Foto ufficio stampa Banca del Fucino – (ITALPRESS).

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