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domenica 26 maggio 2019

Attualità martedì 21 febbraio 2017 ore 13:28

I Cinque stelle contro l'ampliamento del Fossetto

Il Movimento ha portato in Regione il caso della discarica: "La legge regionale non contempla altri duecentomila metri cubi. La Regione deve dire no"



FIRENZE — Il Movimento 5 Stelle contro l'ampliamento della discarica Il Fossetto a Monsummano Terme: “Il progetto - ha detto il consigliere regionale Giacomo Giannarelli - contrasta con la normativa regionale e basterebbe questo alla Giunta Rossi per non autorizzarlo. Questo senza dimenticare il rischio idrogeologico dato dalla vicinanza col Padule di Fucecchio, il problema già noto per la discarica dell’impermeabilizzazione delle vasche con la pericolosa conseguenza di far arrivare il percolato nella falda acquifera, fino all’impatto sanitario di questi impianti già oggetto di uno studio Cnr, Ars e Arpat nel 2005, lasciato senza conseguenze da un Rossi allora assessore alla sanità. Si parlò allora di correlazione tra mortalità tumorale e residenza nei pressi delle discariche come il Fossetto. Noi esigiamo che questo studio abbia un seguito, nuovi approfondimenti, quantomeno per un principio di precauzione”. 

Giannarelli che è anche vicepresidente della Commissione ambiente e territorio e primo firmatario dell’atto in discussione ha aggiunto: “Tutta la normativa europea e nazionale sui rifiuti indica lo smaltimento come ultima fase di un processo di gestione che deve ridurre al minimo quantità e volumi di quanto ancora oggi mandiamo in discarica. Persino la Regione Toscana, nonostante il suo 13esimo posto in Italia per raccolta differenziata, fissa con la legge regionale 61/2014 degli obiettivi minimi in tal senso. Se quindi la Valdinievole non ha oggi né avrà in futuro quei volumi di indifferenziata tali da giustificare una nuova vasca da 200mila metri cubi per la discarica di Monsummano, in base a cosa la si vorrebbe autorizzare? E non si parli di Piani Interprovinciali, perché sono stati superati da quello Regionale da 3 anni. Il Fossetto doveva chiudere nel 2013 e quest’operazione vorrebbe tenere in piedi la discarica fino al 2022, senza alcuna giustificazione visti i numeri della raccolta differenziata prodotta dal territorio”.

“I rifiuti possono diventare una chiave di sviluppo economico, se trattati come descritto nella nostra proposta di legge Economia circolare per una Toscana a Rifiuti Zero. Quando mostriamo come arrivare entro il 2025 all’80 per cento di riciclo e a 150 chili annui di indifferenziata a persona, stiamo descrivendo un sistema in grado di dare migliaia di posti di lavoro, dove non esistono più inceneritori ma impianti di trattamento a freddo e le discariche – per quel poco che resterà – diventeranno prima degli spazi di ricerca, per evitare che quanto non sia recuperabile o riciclabile sia prodotto, poi un lontano ricordo” ha concluso Giannarelli.

“La nuova vasca costerà 9 milioni di euro – hanno proseguito Rodolfo Cioni e Alberto Natali, consiglieri comunali M5S – e leggendo i dati forniti dalla stessa amministrazione di Monsummano è chiaro che per coprire la spesa ci sono due soli modi: far arrivare rifiuti ben oltre il nostro territorio oppure tenere in vita la discarica per altri 8-9 anni. I numeri non mentono: la nuova vasca regge economicamente se arriveranno a il Fossetto 35-40 mila tonnellate di indifferenziata, il 30 per cento in più di quanto produce ad oggi la Valdinievole. Ai monsummanesi quindi solo proventi economici irrisori dalla discarica e dall'impianto di biogas (prorogato anche questo senza modificare le condizioni economiche con il gestore Cmsa): mentre restano le esalazioni maleodoranti, e non ci sono compensi, o promesse di scuole o piazze che possano ripagare il malessere quotidiano subito dai monsummanesi. Senza contare i rischi per la salute che si rifiutano di valutare dal 2005. Da tenere presente tra l’altro che le valutazioni vengono fatte sugli effetti eventualmente già riscontrati in riferimento alle statistiche delle malattie diagnosticate”.



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