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Cronaca giovedì 06 aprile 2017 ore 12:15

Sgominato un giro di prostituzione alle Cerbaie

Blitz dei carabinieri nei boschi. Tre arresti a Montecatini Terme per favoreggiamento e sfruttamento delle prostituzione.



FUCECCHIO — Tre arresti per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, su richiesta del pubblico ministero Grieco, sono scattati stamattina a Montecatini Terme. Le misure scaturiscono da un’indagine svolta dai carabinieri di Fucecchio, dall’aprile all’ottobre 2016, a seguito delle numerose segnalazioni dei cittadini che notavano sulle strade che attraversano i boschi delle Cerbaie una continua attività di prostituzione da parte di alcune ragazze straniere.

I soggetti finiti in manette sono un italiano di 69 anni, la moglie di 32 anni di origini albanesi (entrambi residenti nel pistoiese) e un uomo di origini albanesi di 41 anni senza fissa dimora.

Grazie alle osservazione e i pedinamenti di alcuni clienti che si fermavano lungo la via Romana Lucchese, i militari hanno individuato una Mercedes che quotidianamente raggiungeva la frazione Galleno e faceva scendere due donne. Da lì i carabinieri quindi hanno cercato di capire il luogo di provenienza sia dell’accompagnatore che delle giovani, individuandoli in provincia di Pistoia.

Una volta identificati, i militari hanno provato a individuare i ruoli per capire se effettivamente si potesse parlare di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Supportati dall’attività tecnica e dagli accertamenti sui movimenti di denaro, i carabinieri hanno appurato che i due coniugi sfruttavano l’attività di prostituzione della sorella della donna albanese che contribuiva anche in prima persona. In pratica, il denaro guadagnato grazie alle prestazioni andava interamente ai coniugi, con la moglie che gestiva il “cassetto” e spartiva il denaro per le varie esigenze. Tra queste, ad insaputa del marito, c’era anche quella di inviare periodicamente denaro a un “amico” albanese, il terzo arrestato, che viveva esclusivamente dei proventi della prostituzione grazie ai quali era riuscito a comprare un Mercedes ML del valore di circa 40mila euro e a portarlo in Albania. Il denaro veniva consegnato direttamente all’uomo, quando era in Italia, o tramite money transfer quando si recava in Albania.

Secondo quanto scoperto dai carabinieri, probabilmente per incrementare gli incassi, ad un certo punto la donna albanese ha fatto traferire in Italia anche un’altra sorella, poco più che maggiorenne, che è stata immediatamente avviata alla prostituzione.

All’italiano viene contestato il fatto di aver accompagnato quotidianamente sul posto di lavoro le prostitute alle quali ha sempre procurato anche il cibo e i preservativi, aiutando poi la moglie nella gestione del denaro. Per quanto riguarda l’uomo albanese, gli elementi caratterizzanti del reato di sfruttamento sono quelli di vivere esclusivamente dai proventi delle prostitute che gli venivano consegnati quasi sempre dalla sorella, su ordine della donna arrestata. Quest’ultima, più volte nel corso delle indagini, ha dato disposizioni alle sorelle per incrementare l’attività e per consegnare i soldi all’amico albanese, sfruttando la difficile condizione delle persone offese e senza tenere in considerazione né l’età delle sorelle, né il rapporto di parentela.

I due uomini sono stati trasferiti nel carcere di Pistoia, mentre la donna resterà agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.



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